Sulla linea della via principale, da Chiasso all'Ospizio del Gottardo, linea di poco più che venticinque ore o leghe svizzere, ci ha bene dieci o dodici terre dove il viaggiatore può fermarsi con sicurezza di trovare pel solito e buona tavola e buon alloggio; ed anche buoni cavalli. Ciò si applica più specialmente ad alcun albergo di Airolo, Faido, Bellinzona e Lugano. Buon albergo vi è pure fuor di quella linea a Ponte Tresa, a Magadino, a Locarno. Ma nelle vallate laterali, il più delle osterie se offeriscono una mensa imbandita non malamente, lasciano però molto a desiderare in quanto alla decenza delle camere e de' mobili, ed alla pulitezza, mostrandosi in ciò inferiori di gran lunga agli stabilimenti di tale natura che s'incontrano quasi dappertutto nella Svizzera. Egli è poi generale ne' nostri albergatori un certo manco di cure e di ingegno ad allettare il forestiero, facendogli trovar comodo e gradevole il soggiorno.
Così non si fa torto a' principali nostri albergatori asserendo che indarno l'uom cercherebbe nelle loro sale que' fogli pubblici in più d'una lingua, quelle guide de' viaggiatori e quelle carte postali e simili, che oramai si trovano quasi dappertutto ne' buoni alberghi oltramontani. Ed è poi questa una delle cause per cui dei tanti signori inglesi e d'altre nazioni che passano buona parte dell'anno in prossimità de' rinomati laghi italiani e svizzeri, pochissimi o niuno fermano stanza nel nostro Cantone.


Franscini, Stefano. La Svizzera italiana. Lugano: G. Ruggia, 1837

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La posta in gioco più alta è la transizione da un mondo di confini nazionali a un mondo di flussi e attriti. Abbiamo bisogno di un mondo meno segnato da frontiere perché non possiamo permetterci le distruzioni che portano con sé i conflitti territoriali, perché rimediare allo squilibrio fra popolazione e risorse può liberare un incredibile potenziale umano ed economico, perché sono troppo pochi gli Stati che garantiscono sufficiente benessere ai propri cittadini, e perché miliardi di persone sono ancora lontani dai benefici della globalizzazione. I confini non sono l'antidoto al rischio e all'incertezza; le connessioni sì.

Khanna, Parag. Connectography: Mapping the Global Network Revolution. London: Weidenfeld & Nicolson, 2016.

Le macchine della democrazia - si afferma, non a torto - macinano lente. È una legge implicita nella concezione stessa e nella stessa struttura politica e istituzionale dell'ordinamento democratico. Ma la democrazia svizzera, se si contraddistingue per l'estrema prudenza di fronte ad ogni innovazione, ha però il vantaggio - data l'esiguità del territorio che abbraccia - di ricuperare rapidamente il tempo perso nel periodo di 'incubazione' delle nuove idee. Fu così - per limitarci ad un solo esempio significativo in proposito - allorché si pose al nostro paese il problema dell'introduzione dei telefoni. I grandi paesi a noi finitimi già disponevano di una loro efficiente rete telefonica, mentre da noi, su piano parlamentare federale, si continuava ancor sempre a discutere l'opportunità di aprire il paese all'interrogativo di una simile innovazione dalle ancor imprevedibili conseguenze sulla... serenità dei cittadini e sulla... sicurezza dello Stato. Superate le perplessità iniziali - siamo un popolo istintivamente pragmatico - alcuni anni orsono, la Svizzera è stato però il primo paese europeo a disporre di una rete telefonica interamente automatica.
Non diversamente reagì il nostro paese nei primi anni del secondo dopoguerra di fronte alla necessità sempre più impellente di finalmente risolvere su basi radicalmente nuove il problema della moderna motorizzazione. E fu reazione di un paese ove la volontà politica si esprime realmente alla base della piramide democratica e muove il vertice dell'azione. Ci volle, infatti, un'ondata di fondo che sfociò - nel 1957 - nel lancio di un'iniziativa popolare, per decidere le autorità federali - Camere federali e Governo - ad affrontare in termini concreti il problema di dare al paese una rete moderna efficiente rete autostradale.

Locarnini, Guido. La N2 Chiasso - Lamone. Bellinzona: Consiglio di Stato del cantone Ticino, 1968.

Sistemazioni viarie nella regione di confine del Malcantone, 10 maggio 1971

Interpellanza

I sottoscritti deputati riconoscono che in questi ultimi anni sono stati realizzati notevoli miglioramenti della rete stradale nella regione del Malcantone. Tuttavia l'aumento della circolazione reso più acuto in certi orari della giornata a seguito del transito di numerosi operai frontalieri, impone la realizzazione urgente di alcune opere, e questo per la sicurezza e la fluidità del traffico stesso. Le più urgenti sono:

1. La sistemazione della tratta Ponte Tresa - Fornasette, con l'allargamento del valico di Cremenaga;
2. La realizzazione del nuovo valico della Torrazza a Caslano;
3. Il ripristino dell'aiuola spartitraffico a Ponte Tresa nella zona della Stazione Ferrovie Luganesi - Albergo del Pesce.

I sottoscritti deputati chiedono cortesemente al Consiglio di Stato se intende procedere sollecitamente alla realizzazione delle opere indicate.
N. Rossi-Bertoni
A. Pellandini - I. Rossi

Pianificazione del problema viario nella regione del Malcantone, 11 ottobre 1971

Interpellanza

I sottoscritti deputati, valendosi della facoltà loro concessa dal Regolamento; considerato come la situazione della rete viaria è indispensabile oltre che per un organico sviluppo, per frenare lo spopolamento quando si tratta di regioni discoste;
visto come nel Malcantone le strade possono essere suddivise in tre categorie:

- Di interesse internazionale,
- Di interesse regionale,
- Di interesse locale;

ritenuto che una sistemazione viaria è indispensabile nel contesto generale ed in modo particolare:

a) Per gli accessi ai valichi di frontiera di Fornasette e Ponte Cremenaga, problema già altre volte sollevato in questo Consesso,
b) Per le strade regionali Bioggio - Bosco Luganese - Cademario - Alto Malcantone e Gravesano - Arosio - Pura - Curio,
c) Per il collegamento Cademario - Arosio nonché per alcuni tratti di strada particolarmente disagevoli come l'attraversamento dell'abitato di Sessa;

Chiedono al Consiglio di Stato e per esso al Dipartimento competente:

1. Se non è possibile dar seguito ai lavori più importanti i cui crediti sono già stati votati nei diversi periodi di sistemazione della rete stradale cantonale.
2. Una sollecita soluzione per quanto concerne l'assunzione del tratto di strada di circonvallazione dell'abitato di Ponte Tresa in territorio di questo Comune e di Croglio.
3. Lo studio a breve scadenza di una pianificazione del problema viario del Malcantone dove, con gli enti locali vengano stabiliti i gradi di priorità per la realizzazione delle principali opere.
G. Altmann
Bettosini - Riva -Tamburini

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