Sulla linea della via principale, da Chiasso all'Ospizio del Gottardo, linea di poco più che venticinque ore o leghe svizzere, ci ha bene dieci o dodici terre dove il viaggiatore può fermarsi con sicurezza di trovare pel solito e buona tavola e buon alloggio; ed anche buoni cavalli. Ciò si applica più specialmente ad alcun albergo di Airolo, Faido, Bellinzona e Lugano. Buon albergo vi è pure fuor di quella linea a Ponte Tresa, a Magadino, a Locarno. Ma nelle vallate laterali, il più delle osterie se offeriscono una mensa imbandita non malamente, lasciano però molto a desiderare in quanto alla decenza delle camere e de' mobili, ed alla pulitezza, mostrandosi in ciò inferiori di gran lunga agli stabilimenti di tale natura che s'incontrano quasi dappertutto nella Svizzera. Egli è poi generale ne' nostri albergatori un certo manco di cure e di ingegno ad allettare il forestiero, facendogli trovar comodo e gradevole il soggiorno.
Così non si fa torto a' principali nostri albergatori asserendo che indarno l'uom cercherebbe nelle loro sale que' fogli pubblici in più d'una lingua, quelle guide de' viaggiatori e quelle carte postali e simili, che oramai si trovano quasi dappertutto ne' buoni alberghi oltramontani. Ed è poi questa una delle cause per cui dei tanti signori inglesi e d'altre nazioni che passano buona parte dell'anno in prossimità de' rinomati laghi italiani e svizzeri, pochissimi o niuno fermano stanza nel nostro Cantone.


Franscini, Stefano. La Svizzera italiana. Lugano: G. Ruggia, 1837