Se un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico, uno spazio che non puoò definirsi né identitario né relazionale né storico definirà un non luogo.
Augé, Marc. Non luoghi : introduzione a un'antropologia della surmodernità, Milano : Elèuthera, 1993.
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Nessun oggetto importato, compresa la Coca-Cola, è completamente immune da fenomeni di ibridazione. In realtà, si scopre che la Coca, all'interno di certe culture, è spesso dtata di significati e usi diversi da quelli immaginati dai produttori. Per esempio, puo' distendedere le rughe (Russia), puo' resuscitare una persona (Haiti), e puo' trasformare il rame in argento (Barbados) [...]. La Coca puo' anche essere indigenizzata, il che accade quando viene mescolata con altre bevande: nei Caraibi con il rum, per ottenere il Cuba Libre; in Bolivia con l'aguardiente, per produrre il Ponche Negro. Infine, sembra che la Coca sia percepita come prodotto locale in molti luoghi diversi: spesso, cioè, si troveranno persone convinte che la bevanda sia un'invenzione del loro paese, e non degli Stati Uniti. (Howes 1996, p. 6)
Citato in Tomlinson, John. 2001. Sentirsi a casa nel mondo: la cultura come bene globale. Milano: Feltrinelli.
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Cosa succederebbe se qualcuno vi dicesse che fate parte del mondo dello spettacolo? La vostra reazione potrebbe oscillare tra la ripulsa e il punto di domanda. […] Ma il fatto è che i musei competono per il tempo libero e il denaro della gente in un'arena che comprende l'intrattenimento casalingo su video-cassette e il meglio che Broadway, Hollywood e Madison Avenue possono offrire.
Adams, G. D., e D. Boatright. "The selling of the museum". Museum news (1986).
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We can learn about it from exceptional people of our own culture, and from other cultures less destructive than ours. I am speaking of the life of a man who knows that the world is not given by his fathers, but borrowed from his children; who has undertaken to cherish it and do it no damage, not because he is duty-bound, but because he loves the world and loves his children.
Non ereditiamo la terra dai nostri avi, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
Wendell Berry, 1971 (Fonte: Quote Investigator)
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I fattori che hanno determinato la recente evoluzione della circolazione transalpina sono l'aumento della velocità di attraversamento, del volume di merci e del numero di persone trasportate, e la concentrazione dei flussi su pochi itinerari. L'aumento della velocità - soprattutto dopo la realizzazione delle autostrade e dei grandi trafori - ha permesso di allungare le tappe degli spostamenti, cancellando di conseguenza la funzione di posto-tappa e di interscambio di merci e persone storicamente rivestita dalle città e dai paesi alpini, mentre la funzione di centro logistico è stata assunta dalle grandi città nodali extra-alpine. La concentrazione dei flussi ha suddiviso le Alpi in funzione dei principali assi di transito, rompendo antiche relazioni di vicinato ed accrescendo la dipendenza delle città alpine dalle reti di trasporto esterne alle Alpi.
Bartaletti, Fabrizio. Geografia e cultura delle Alpi. Milano: FrancoAngeli, 2004
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Non osiamo pensare alle migliaia di reperti archeologici conservati nei nostri musei e depositi per i quali non basteranno più le fotografie, tradizionali o digitali, e che genereranno tonnellate di dati da scansione [3D] da conservare e gestire, indipendentemente dalla loro utilità. Ciò drenerà un bel po' di tempo, lavoro e risorse, ma ci si potrà gloriare di aver fatto un bel passo avanti nell'applicazione delle tecnologie digitali ai beni culturali. La domanda se e a quali condizioni valga la pena farlo non verrà probabilmente neanche posta: la tecnologia c'è, l'imperativo è usarla.
Antinucci, Francesco. Musei virtuali come non fare innovazione tecnologica. Roma: Laterza, 2007.
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In conclusione, si può notare quanto sia interessante per l'uomo d'oggi conoscere le originarie motivazioni dell'organizzazione territoriale che sta alla base di quella d'oggi e quindi del vivere attuale. Ciò lo si può comprendere sulla base di due ordini di considerazioni. La prima riguarda la consapevolezza di come i territori che sono all'origine della nostra identità locale possono essere ricostruiti attraverso le testimonianze rimaste e che perciò stesso vanno sacralizzati (in senso culturale); la seconda, che discende dalla prima, ci aiuta a discernere nei complessi, ibridi paesaggi d'oggi ciò che è elemento funzionale e ciò che è elemento memoriale, e quindi il diverso rapporto delle popolazioni d'oggi con luoghi e monumenti che formano il tessuto storico dei loro territori. Infine la conoscenza storica dei processi territoriali ci aiuta a organizzare su basi consapevoli il nostro rapporto attuale con il paesaggio, sia attraverso la valorizzazione delle testimonianze memoriali (con la creazione di musei, percorsi museali, ecomusei, iniziative culturali diverse) della nostra identità locale, sia imparando a pianificare, sulla base di ciò che esiste sul territorio, le nuove organizzazioni richieste dal mutare continuo dei modi di vita. Il paesaggio vive e muta di continuo, ma è giusto che continui a vivere e a modificarsi nel rispetto di una continuità che ha avuto il suo atto originario in quelle azioni che la ricerca storico-territoriale è riuscita a mettere in luce.
Turri, Eugenio. Il paesaggio degli uomini la natura, la cultura, la storia. Bologna: Zanichelli, 2003.
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L'esplosione delle modalità di comunicazione elettroniche è altrettanto rivoluzionaria dell'invenzione della stampa a caratteri mobili, e noi abbiamo altrettante difficoltà ad assimilarla di quante ne ebbero i lettori del Quattrocento, quando si trovarono di fronte ai testi a stampa. Ecco, per esempio, che cosa scriveva Niccolò Perotti, un erudito umanista italiano, a Francesco Guarnerio nel 1471, meno di vent'anni dopo l'invenzione di Gutenberg: "Negli ultimi tempi, mio caro Francesco, mi sono spesso congratulato con letà nostra, quasi avessimo ottenuto proprio ora un dono grande, invero divino, con il nuovo tipo di scrittura di recente giuntoci dalla Germania. Vedevo infatti che un uomo solo poteva stampare in un mese ciò che parecchi amanuensi a stento avrebbero potuto portare a termine in un anno... Questo mi induceva a sperare che entro breve tempo avremmo avuto una tale quantità di libri, che non sarebbe rimasta una sola opera che non ci si potesse procurare per scarsità o mancanza di mezzi... Ora tuttavia - o fallacia dei pensieri umani! - vedo che le cose sono andate ben diversamente da come speravo. Infatti, adesso che chiunque è libero di stampare ciò che gli aggrada, sovente gli uomini trascurano l'eccellenza, per scrivere, a puro fine di divertimento, ciò che meglio sarebbe dimenticare, anzi cancellare da tutti i libri. E anche quando scrivono cose degne, le stravolgono e corrompono al punto che sarebbe di gran lunga preferibile fare a meno di tali libri, anziché spedirli in migliaia di copie in tutte le provincie del mondo, col rischio, ahimè, di diffondere un così gran numero di menzogne".
Darnton, Robert. 2011. Il Futuro del libro. Saggi. Nuova Serie 67. Milano: Adelphi.
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Ora che l'informazione viene trasformata in una merce standardizzata, ha più valore se viene lasciata libera nel disordine. Per esempio, le compagnie aeree ottengono risultati migliori quando la programmazione dei loro voli e le informazioni sui prezzi vengono messe a disposizione di siti di viaggio come Expedia, Travelocity e Orbitz. Il valore delle informazioni viene ulteriormente a crescere quando gli innovatori possono combinarle con altri dati, inserirle nelle mappe, fonderle con i risultati delle ricerche ecologiche e inquadrarle sullo sfondo delle tendenze economiche globali.
Weinberger, David. Elogio del disordine. Le regole del nuovo mondo digitale. Milano: BUR Next, 2010.
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L'impatto delle tecnologie digitali sulla trasmissione e selezione del patrimonio culturale è considerato superiore a quello indotto da qualsiasi trasformazione mediatica del passato. Apre problematiche poste alla convergenza fra arti, tecnologia, forme socioculturali di conservazione e trasmissione della memoria, aspetti istituzionali e politici, sfidando le forme tradizionali di rappresentazione, comunicazione e configurazione della cultura.
Salvarani, Renata. 2013. Tecnologie digitale e catalogazione del patrimonio culturale: metodologie, buone prassi e casi di studio per la valorizzazione del territorio. Milano: Vita e Pensiero.
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Il nostro futuro non sarà brillante se non rivoluzioneremo i modelli di costume dominanti. Diffondere la cultura dell'innovazione, per agganciarsi all'economia della conoscenza, non significa (solo) stanziare fondi per comprare dei computer o posare le fibre ottiche sotto i marciapiedi. Significa incoraggiare, attraverso la formazione e la comunicazione, il sorgere di comportamenti e stili di vita elevati, colti, sfidanti sul piano intellettuale. Selezione, non raccomandazioni; complessità, non comoda semplificazione; salite, non solo discese; partite a scacchi, non solo di calcio; competizione, non ipocrita appiattimento; ribalta mediatica non solo a tette e chiappe, ma anche ai concorsi di logica, matematica, elettronica, poesia.
Magrassi, Paolo. Digitalmente confusi capire la rivoluzione o subirla. Milano: FrancoAngeli, 2011.
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La rivoluzione della connettività globale è iniziata. Abbiamo già installato un volume di gran lunga maggiore di linee destinate a connettere le persone che non a dividerle. La nostra griglia d'infrastrutture oggi include approssimativamente 64 milioni di chilometri d'autostrade, 2 milioni di chilometri di oleodotti e gasdotti, 1,2 milioni di chilometri di ferrovie, 750.000 chilometri di cavi Internet sottomarini che collegano i tanti centri nevralgici, per popolazione ed economia, del mondo. Al contrario abbiamo solo 250.000 chilometri di confini internazionali. Secondo alcune stime l'umanità costruirà più infrastrutture nei prossimi quarant'anni che nei quattromila passati. Il mosaico interstatale sta così già cedendo terreno a un reticolo di circuiti infrastrutturali. Il mondo sta davvero cominciando ad assomigliare a Internet.
Khanna, Parag. Connectography: Mapping the Global Network Revolution. London: Weidenfeld & Nicolson, 2016.
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