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Nuove prospettive per gli osservatori culturali: verso piattaforme di dialogo, partecipazione comunitaria e co-creazione
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Nuove prospettive per gli osservatori culturali: verso piattaforme di dialogo, partecipazione comunitaria e co-creazione

Gli osservatori culturali sono realtà istituzionali che hanno iniziato a emergere alla fine degli anni Ottanta del Novecento, acquisendo importanza negli ultimi due decenni. Inizialmente ispirati dall'Observatoire des politiques culturelles di Grenoble (1989) e dall'Observatoire européen de l'audiovisuel di Strasburgo (1992), oggi queste realtà sono più di 100 in quattro continenti, con una concentrazione significativa in Europa. Variano in ambito e focus, riflettendo la diversità dei paesaggi culturali.

Dalla sua fondazione nel 2006, l'Osservatorio culturale del Cantone Ticino (Svizzera) ha subito un'evoluzione significativa verso un nuovo paradigma. Il suo obiettivo non è più limitato all'analisi o al monitoraggio passivo delle attività e del patrimonio culturale. L'attenzione si è spostata gradualmente verso un approccio più inclusivo e orizzontale, portando l'Osservatorio verso nuove piattaforme di dialogo, un maggior coinvolgimento della comunità e la co-creazione di contenuti. Due esempi di questo approccio sono il progetto Sàmara e la Guida Letteraria della Svizzera Italiana.

Il primo esempio, il progetto Sàmara, è una piattaforma digitale di "discovery&delivery" che consente l'aggregazione di cataloghi patrimoniali di istituzioni pubbliche, accademiche e private. Questo progetto mira a fornire a ricercatori e a un pubblico generalista una risorsa unica per accedere ed esplorare il patrimonio culturale (immagini, libri, oggetti, ecc.).

Il secondo esempio è la Guida Letteraria della Svizzera Italiana, che coinvolge vari portatori d’interesse in un mosaico di progetti. Questi includono una mappa condivisa con migliaia di citazioni e luoghi, laboratori accademici di design e comunicazione, attività scolastiche e una serie di pubblicazioni. Questo sforzo collaborativo incoraggia la partecipazione della comunità e favorisce un senso di appartenenza al patrimonio culturale immateriale della regione, enfatizzando le connessioni con il contesto internazionale.

Grazie a queste nuove prospettive l'Osservatorio culturale del Cantone Ticino si sta trasformando in una piattaforma trasversale che facilita il dialogo, incoraggia il coinvolgimento della comunità e concretizza una governance estesa a individui e organizzazioni; un luogo d’interazione che vuole contribuire attivamente alla conservazione e promozione del patrimonio culturale.

Roland Hochstrasser

Faro Convention International Conference 2024. Transforming through Co-Creation: Participatory Heritage Practices tackling Urban Challenges

Porto, 29th of January - 2nd of February 2024

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