Tra Capri e l'Australia: i percorsi dei patrimoni ticinesi
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Tra Capri e l'Australia: i percorsi dei patrimoni ticinesi

Il fotografo russo Sergey Mikhaylovich Prokudin-Gorsky, pioniere della fotografia a colori, scattò tra il 1905 e il 1915 alcune vedute di Lugano. Le immagini, di grande effetto, ritraggono il San Salvatore, il lago e le vie sotto la stazione con toni mediterranei così accattivanti che l'autore stesso catalogò uno di questi scatti con il titolo "Sull'isola di Capri". Un errore comprensibile, che curiosamente è stato riprodotto anche nel catalogo digitale, dove un’immagine di Lugano figura tutt’ora attribuita a Capri Island.

Ma dove si trovano oggi queste fotografie? A Bellinzona, presso l'Archivio di Stato? O forse a San Pietroburgo, sulle tracce del fotografo russo? La risposta è inaspettata: le immagini sono conservate alla Library of Congress di Washington, liberamente consultabili nel catalogo della Prokudin-Gorskiĭ photograph collection. Una collocazione che ci ricorda come gli archivi siano anche frutto di "hasards heureux", come direbbe Malraux.

Dalla Svizzera all'Australia: toponimi viaggiatori

Nei dintorni di Hepburn Springs in Australia, è ancora possibile trovare le tracce materiali e immateriali legate all'emigrazione ticinese di fine Ottocento. Tra le testimonianze più curiose figura la Locarno Spring, una delle fonti minerali della Hepburn Mineral Springs Reserve. Il nome riprende quello di una fattoria locale e mantiene vivo il legame con il territorio d'origine dei migranti ticinesi che, nel 1864, si adoperarono per proteggere queste acque dall'espansione delle prospezioni minerarie. Grazie alla loro lungimiranza, la riserva comprende oggi un edificio storico, le fonti minerali e un parco di 30 ettari.

Questi due esempi - le fotografie di Lugano catalogate a Washington e i toponimi ticinesi in Australia - chiariscono una caratteristica propria del patrimonio culturale nell'era digitale: la sua dispersione geografica e tematica. Nel mondo digitale la geografia sembra perdere il suo significato originario e crea nuovi flussi e incroci.

Questa frammentazione rende il lavoro di ricercatrici e ricercatori complicato ma anche stimolante. Capita così di trovare immagini di Lugano nei depositi d'Oltreoceano e parallelamente, nei nostri archivi, documenti che ritraggono città americane o australiane. Scambi aleatori che testimoniano la natura non lineare dei percorsi culturali e archivistici.

L'abbondanza digitale: una ricchezza disorganica

La digitalizzazione ha amplificato questo fenomeno in modo esponenziale. Come emerge dalla Guida alle risorse digitali dei patrimoni culturali ticinesi, pubblicata nel 2025, il mondo virtuale si è progressivamente popolato di contenuti, progetti e risorse che costituiscono vere e proprie miniere digitali, ricche ma disorganiche. L'abbondanza di risorse genera complessità: in un panorama senza confini geografici e dalle categorie fluide, gli utenti possono sentirsi spaesati di fronte all'elevato numero di piattaforme e fonti digitali disponibili.

La guida, curata dall'Ufficio dell'analisi e del patrimonio culturale digitale (UAPCD) del Cantone Ticino, nasce proprio dall'esigenza di orientarsi in questo labirinto. Come individuare i materiali più rilevanti? Da dove iniziare una ricerca? Quali fonti scegliere tra la vastità di informazioni disponibili? Sono domande che guadagnano particolare rilevanza in un contesto dove ogni dodici mesi si producono 8 milioni di nuove canzoni, 2 milioni di nuovi libri e 16'000 nuovi film, senza contare la quantità incalcolabile di contenuti che appaiono quotidianamente sui social media.

Il panorama culturale digitale ticinese, pur limitato rispetto a quello globale, riflette questa abbondanza: dal portale sàmara che aggrega quasi 2 milioni di schede riferite alle banche dati della Svizzera italiana, agli Archivi della RSI con 500'000 ore di trasmissioni, fino alla piattaforma lanostraStoria.ch che raccoglie le memorie condivise della comunità. A questi si aggiungono i numerosi progetti sviluppati da biblioteche, musei, archivi e centri di documentazione, ciascuno con le proprie specificità e modalità di accesso.

Insidie e sfide: navigare nel sistema digitale

Un altro aspetto critico è l'instabilità di molte proposte digitali. Risorse culturali nascono e muoiono senza preavviso e lasciano collegamenti errati quale unica traccia della loro esistenza. Questo fenomeno, unito alla scarsa affidabilità di alcune fonti, contribuisce a creare un sistema caotico, dove contenuti di alto valore convivono con materiali di dubbia qualità.

Di fronte a questa complessità, diventa cruciale disporre di strumenti e competenze per orientarsi. La capacità di muoversi con consapevolezza, di saper distinguere e valorizzare ciò che conta è il vero passaporto per un'esplorazione proficua di quella che Kelly definisce "la grande Biblioteca del Tutto". Non si tratta solo di accedere all'informazione, ma di sviluppare competenze critiche per contestualizzarla e utilizzarla in modo appropriato.

I patrimoni culturali ticinesi, disseminati tra Lugano e Washington, tra le Alpi e l'Australia, testimoniano come la memoria collettiva non conosca più confini fisici. Ma questa presenza diffusa richiede nuove forme di mediazione e di competenze informative. La sfida contemporanea non consiste solo nell'accumulare ulteriori materiali digitali - un flusso è ormai inarrestabile - quanto piuttosto nel costruire ponti tra questi insiemi di conoscenza, nel tessere relazioni tra i frammenti dispersi del nostro patrimonio culturale.

Una proposta di bussola

È proprio per rispondere a queste esigenze che l’UAPCD ha sviluppato e aggiornato negli anni un catalogo di risorse dei patrimoni culturali ticinesi, uno strumento pensato per studenti, ricercatori, ma anche per appassionati di storia, arte e cultura che desiderano orientarsi nella ricerca online.

La guida non ambisce a essere completa - Internet è troppo vasto per questo - ma vuole offrire una mappa ragionata per una navigazione più consapevole. Il volume mette in luce le principali esperienze maturate all'interno delle organizzazioni culturali di lingua italiana, con un focus particolare sulla Svizzera italiana, e suggerisce strumenti e servizi utili per diverse categorie di utenti. La pubblicazione è liberamente accessibile nella Biblioteca digitale del Cantone Ticino (http://bibliotecadigitale.ti.ch), un portale che riunisce e mette a disposizione 1'126 pubblicazioni, corrispondenti a 293'535 pagine.

Forse, un giorno, qualcuno che si imbatte per caso in una fotografia di Lugano catalogata come "Capri", o che scopre una fonte termale chiamata "Locarno" in Australia, si sorprenderà di questi inaspettati incontri culturali. E armato di curiosità e degli strumenti adeguati, deciderà di esplorare i fili che legano questi luoghi apparentemente distanti.

 

Hochstrasser, Roland. «Tra Capri e l'Australia: i percorsi dei patrimoni ticinesi». Pro Ticino. Organo ufficiale Associazione Pro Ticino 2 (aprile/maggio 2026).

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