Capitali della cultura in Europa: un titolo europeo, molte declinazioni nazionali
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Capitali della cultura in Europa: un titolo europeo, molte declinazioni nazionali

Dal 1985, la Capitale europea della cultura (ECoC) rappresenta il principale riconoscimento culturale dell’Unione europea. Il titolo viene assegnato ogni anno a una o più città degli Stati membri e, dal 2017, occasionalmente anche a una città della Norvegia, dell’Islanda, del Liechtenstein o di un paese candidato all’adesione all’UE. Nata come iniziativa rivolta soprattutto alle grandi capitali nazionali - Atene, Parigi, Madrid, Berlino - dai primi anni Duemila si è trasformata in un concorso aperto, che favorisce sempre più le città di piccole e medie dimensioni. Centri come Matera, Nova Gorica o Bad Ischl competono oggi su un piano di parità con città molto più grandi. La mappa riporta oltre 85 designazioni comprese tra il 1985 e il 2030.

Accanto al titolo europeo, diversi Paesi promuovono programmi nazionali indipendenti, ciascuno con una propria denominazione, periodicità e procedura di selezione, del tutto distinti dal quadro dell’UE: la Capitale italiana della cultura, la UK City of Culture nel Regno Unito, la Lietuvos kultūros sostinė in Lituania, la Mesto kultúry in Slovacchia, la Nacionalna prestonica kulture in Serbia e la Capitale Culturale Svizzera. Il caso svizzero si distingue dagli altri: il programma non è gestito da un ministero, bensì da un’associazione privata fondata nel 2020. L’edizione pilota è stata assegnata a La Chaux-de-Fonds per il 2027, seguita da Aarau nel 2030. La Svizzera, pur non facendo parte né dell’UE né dello Spazio economico europeo e non potendo quindi accedere al titolo europeo, ha così sviluppato una propria declinazione parallela della stessa idea.

Lungi dal costituire semplici repliche del modello europeo, queste iniziative nazionali sono programmi distinti e gestiti autonomamente: alcuni hanno cadenza annuale, altri triennale; alcuni dipendono da ministeri, altri da fondazioni o associazioni private. Li accomuna soltanto il principio di fondo: utilizzare il titolo di «capitale culturale» per porre una città al centro dell’attenzione per un anno.

Per consultare la mappa: http://u.osmfr.org/m/1438788/

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