È stato abitato dai romani, dagli etruschi e dai longobardi, comprende zone lacustri e pascoli alpini, si divide tra il verde rigoglioso di colline e di valli inaccessibili. E il Malcantone, una regione che vanta risorse importanti dal punto di vista della produzione alimentare. Le testimonianze sul territorio di questa ricchezza non mancano: magli, mulini, caseifici, nevere, roccoli, alpi, monti sono gli oggetti più frequenti.
Il 5 maggio 2004 la Regione Malcantone ha promosso un incontro con un gruppo di agricoltori della regione con l'obbiettivo di lanciare un progetto d'interconnessione delle superfici di compensazione ecologica nell'Alto Malcantone. Gli obbiettivi di questo progetto rientrano pienamente nel concetto sviluppato nell'Agenda 21 Regione Malcantone, documento che formalizza l'impegno dell'Associazione Regione Malcantone nella direzione di uno sviluppo sostenibile della regione. Il progetto si estende infatti sulle tre dimensioni fondamentali dello sviluppo sostenibile: l'ambiente, l'economia e la società. A livello ambientale, l'interconnessione permette di valorizzare la componente naturalistica del territorio, fornendo nel contempo un contributo economico ad un'attività importante per il tessuto sociale della regione di montagna.
Con l’avvento e l’affermarsi delle nuove tecnologie dell’informazione, la condivisione delle collezioni è diventata un aspetto importante per quegli enti che si occupano di conservare e valorizzare i beni culturali. Il Centro di dialettologia e di etnografia (CDE) è attivo in questo settore da diverso tempo e a inizio 2013 aprirà il portale e-cde.ti.ch che darà la possibilità di accedere alla banca-dati di oggetti e immagini. Con l’apertura di questo sito giunge al termine un progetto avviato nel 2003 e che ha portato a tre traguardi complementari e significativi.
"L'inventario dei monumenti è atto di conservazione e di protezione affinché una provvida legge possa essere applicata con sicurezza e coerenza" scriveva il Consigliere di Stato Brenno Galli nell'introduzione del primo inventario edito dal Cantone, elaborato nel 1948 da Piero Bianconi e riguardante le tre valli superiori. Realizzato nel quadro della Legge sulla conservazione dei monumenti storici ed artistici del Cantone del 1909, questo primo inventario identifica e descrive gli edifici o i manufatti protetti dallo Stato.
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