L'impatto delle tecnologie digitali sulla trasmissione e selezione del patrimonio culturale è considerato superiore a quello indotto da qualsiasi trasformazione mediatica del passato. Apre problematiche poste alla convergenza fra arti, tecnologia, forme socioculturali di conservazione e trasmissione della memoria, aspetti istituzionali e politici, sfidando le forme tradizionali di rappresentazione, comunicazione e configurazione della cultura.
Salvarani, Renata. 2013. Tecnologie digitale e catalogazione del patrimonio culturale: metodologie, buone prassi e casi di studio per la valorizzazione del territorio. Milano: Vita e Pensiero.
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Questo articolo esplora come i sistemi di intelligenza artificiale generano rappresentazioni visive del paesaggio urbano futuro, evidenziando i modi in cui modelli algoritmici elaborano dati, immaginano configurazioni spaziali e producono narrazioni visuali. Si analizzano le implicazioni epistemologiche di tali rappresentazioni e la relazione tra estetica algoritmica e immaginari culturali sull’urbanesimo contemporaneo.
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Il nostro futuro non sarà brillante se non rivoluzioneremo i modelli di costume dominanti. Diffondere la cultura dell'innovazione, per agganciarsi all'economia della conoscenza, non significa (solo) stanziare fondi per comprare dei computer o posare le fibre ottiche sotto i marciapiedi. Significa incoraggiare, attraverso la formazione e la comunicazione, il sorgere di comportamenti e stili di vita elevati, colti, sfidanti sul piano intellettuale. Selezione, non raccomandazioni; complessità, non comoda semplificazione; salite, non solo discese; partite a scacchi, non solo di calcio; competizione, non ipocrita appiattimento; ribalta mediatica non solo a tette e chiappe, ma anche ai concorsi di logica, matematica, elettronica, poesia.
Magrassi, Paolo. Digitalmente confusi capire la rivoluzione o subirla. Milano: FrancoAngeli, 2011.
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La rivoluzione della connettività globale è iniziata. Abbiamo già installato un volume di gran lunga maggiore di linee destinate a connettere le persone che non a dividerle. La nostra griglia d'infrastrutture oggi include approssimativamente 64 milioni di chilometri d'autostrade, 2 milioni di chilometri di oleodotti e gasdotti, 1,2 milioni di chilometri di ferrovie, 750.000 chilometri di cavi Internet sottomarini che collegano i tanti centri nevralgici, per popolazione ed economia, del mondo. Al contrario abbiamo solo 250.000 chilometri di confini internazionali. Secondo alcune stime l'umanità costruirà più infrastrutture nei prossimi quarant'anni che nei quattromila passati. Il mosaico interstatale sta così già cedendo terreno a un reticolo di circuiti infrastrutturali. Il mondo sta davvero cominciando ad assomigliare a Internet.
Khanna, Parag. Connectography: Mapping the Global Network Revolution. London: Weidenfeld & Nicolson, 2016.
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