Nel frattempo ci eravamo già accorti di quanto facilmente fosse possibile intuire quali continenti fossero uniti insieme al tempo del supercontinente chiamato Pangea – e provare a pensare all’aspetto che avranno quando, fra 50 o 100 milioni di anni, si uniranno di nuovo (attorno all’Artico) fondendosi in un nuovo supercontinente che gli scienziati chiamano Amasia. Ma come considerare il fatto che già oggi stiamo connettendo tutti i continenti?
Khanna, Parag. Connectography: Mapping the Global Network Revolution. London: Weidenfeld & Nicolson, 2016.
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Governi del mondo industrializzato, stanchi giganti di carne e acciaio, vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della mente. A nome del futuro, chiedo a voi, emanazioni del passato, di lasciarci soli. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete alcuna sovranità dove ci riuniamo.
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L’intensità o efficienza energetica dei trasporti è il concetto chiave. Quando sono l’unico passeggero, la mia Civic richiede, per gli spostamenti in città, circa 2 megajoule per passeggero-chilometro (MJ/pkm). Se aggiungiamo un altro passeggero la cifra scende a 1 MJ/pkm, un valore paragonabile a quello di un autobus mezzo vuoto. Gli aerei di linea sono sorprendentemente efficienti, solitamente necessitano di circa 2 MJ/pkm. Se il volo è pieno e il modello di aeroplano è uno dei più recenti, possono farcela con meno di 1,5 MJ/pkm. Certo, i trasporti pubblici su rotaia hanno prestazioni migliori: con un elevato numero di passeggeri, le metropolitane di buon livello necessitano di meno di 0,1 MJ/pkm. Persino a Tokyo, però, con la sua fitta rete di trasporti pubblici, la fermata più vicina può trovarsi a oltre un chilometro di distanza; troppi, per molte persone con mobilità ridotta.
Ma nessuno di questi mezzi di trasporto può eguagliare l’intensità energetica dei treni interurbani ad alta velocità. Questi di solito compiono tragitti che vanno dai 150 ai 600 chilometri. I modelli più vecchi dei pionieristici ‘treni proiettile’ giapponesi, gli Shinkansen (che significa ‘nuova linea diretta’), avevano un’intensità energetica intorno a 0,35 MJ/pkm; mentre i treni veloci più recenti - i francesi Tgv e i tedeschi Ice - necessitano normalmente di appena 0,2 MJ/pkm.
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Lo spauracchio delle piogge acide insegna un’importante lezione: è facile e ci vuol poco a sollevare un falso allarme, ma farlo tacere è difficile e ci vuole tempo. La relativa ricerca, necessaria e seria, richiede molto tempo. E quando la ricerca è completata, molta gente ha interesse che la verità scientifica non si sappia - organizzazioni di appoggio che ottengono il sostegno del pubblico in seguito all’allarme e burocrati che hanno interesse a non fare vedere che avevano commesso un errore, e che hanno già costruito un impero sul problema supposto.
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