Durante il festival era possibile assistere a vari spettacoli culturali e musicali di diversi generi. Inoltre sono stati invitati alcuni sadhu (santoni) indiani e sciamani locali. Un sadhu ha raccontato la sua storia, narrando che quindici anni fa a Pondicherry, in India, ebbe un'illuminazione grazie alla quale gli svanì la fame. Si nutre solo di energia solare attraverso la meditazione di fronte al sole per diverse ore della giornata, la fotosintesi è la sua essenza vitale. Ho osservato le sue sedute di meditazione e sembra che entri in trance, completamente ipnotizzato dal sole. Non ho trascorso il festival a pedinarlo per controllare, sarà vero?
Taglia, Carlo. Vagamondo: il giro del mondo senza aerei. [2a ed.]. S.l.: sn, 2015.
I fruttariani a loro volta sembrano dilettanti dell'antionnivorismo, se paragonati ai melariani. Sì, il nome evoca esattamente quello che state pensando: ammaliati dal loro proverbiale potere di togliere il medico di torno, i melariani si cibano solo di mele. Secondo i più ortodossi - perché in giro si trova sempre qualcuno di più integralista - si dovrebbe consumare esclusivamente la varietà Stark Delicious, l'unica veramente adatta alla fisiologia digestiva dell'uomo sulla base di ricerche di cui non è dato sapere.
Non dispongo di dati sulle percentuali di aderenti a questo regime alimentare né sui tempi di abbandono, ma non mi stupirebbe scoprire un turnover piuttosto elevato, volontario o per sopraggiunte complicazioni.
Avoledo, Luca. No vegan: la verità scientifica, oltre le mode. Milano: Sperling & Kupfer, 2017.
La posta in gioco più alta è la transizione da un mondo di confini nazionali a un mondo di flussi e attriti. Abbiamo bisogno di un mondo meno segnato da frontiere perché non possiamo permetterci le distruzioni che portano con sé i conflitti territoriali, perché rimediare allo squilibrio fra popolazione e risorse può liberare un incredibile potenziale umano ed economico, perché sono troppo pochi gli Stati che garantiscono sufficiente benessere ai propri cittadini, e perché miliardi di persone sono ancora lontani dai benefici della globalizzazione. I confini non sono l'antidoto al rischio e all'incertezza; le connessioni sì.
Khanna, Parag. Connectography: Mapping the Global Network Revolution. London: Weidenfeld & Nicolson, 2016.
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