Agenda 21 Regionale: Riflessioni ed azioni per uno sviluppo sostenibile della Regione Malcantone

Per concretizzare a livello locale e regionale uno sviluppo sostenibile, le amministrazioni locali possono adottare diverse soluzioni. Una delle più utilizzate è quella di intraprendere un processo d’Agenda 21, riprendendo i suggerimenti definiti nel 1992 dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo (CNUED) di Rio de Janeiro.

Curriculum vitae


Nato il 22 aprile 1975, Roland Hochstrasser si è laureato in geografia all'Università di Losanna nel 2002. Nel 2004 ha conseguito il master of advanced studies (MAS) in Sviluppo urbano sostenibile, gestione delle risorse e gouvernance presso l’Istituto superiore di studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) e l’Istituto di geografia dell’Università di Losanna (IGUL). Dal 1996 collabora con diverse organizzazioni, occupandosi in particolare della pianificazione e gestione di progetti legati allo sviluppo del territorio, alla cultura e alle tecnologie dell’informazione.

Dal 2005 è collaboratore scientifico presso il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) del Cantone Ticino. Nel 2013 è stato tra i promotori di un nuovo progetto di valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico regionale. L’iniziativa, denominata sàmara – il patrimonio culturale del Cantone Ticino, rappresenta un nuovo e importante passo verso la messa in rete istituzionale di archivi, biblioteche e musei attivi nella Svizzera italiana.

Nel 2015 ha pubblicato un volume edito dall’Accademia svizzera di scienze umane e sociali dedicato alla gestione e alla diffusione del patrimonio iconografico del Centro di dialettologia e di etnografia (CDE). L’anno seguente ha partecipato alla realizzazione del convegno Digitalizza la cultura in qualità di membro del comitato direttivo.

Nel 2017 ha conseguito il diploma Management e leadership nei servizi ABD (Archivi, Biblioteche, Documentazione) rilasciato dall'Università di Berna; nello stesso anno è stato nominato presidente dell’Associazione Musei Etnografici Ticinesi (www.rete-etnografica.ch) ed ha assunto il ruolo di responsabile di settore presso la Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU). Nel 2020 è stato nominato Capo dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale. Sotto questo servizio sono confluiti l’Osservatorio culturale del Cantone Ticino (www.ti.ch/oc) e il Sistema per la valorizzazione del patrimonio culturale (www.ti.ch/svpc). È inoltre stato nominato membro del Consiglio di Fondazione del Centro Biologia Alpina, della Fondazione Switch e della giuria Capitale Culturelle Suisse.

 

Born on April 22, 1975, Roland Hochstrasser graduated from Lausanne University in 2002. In 2004 he obtained his degree in Urban Studies (sustainability, governance and natural resources management) from the Swiss Graduate School of Public Administration (IDHEAP) and the Institute of Geography (IGUL). In parallel with his studies, he has also acquired a lot of working experience in the areas of culture, environment and information technology.

Since 2005, he has worked as scientific advisor to the Department of Education, Culture and Sport (DECS). In 2013 he made a major contribution to the launch of a new process of cultural governance entitled Samara – il patrimonio culturale del Cantone Ticino, the purpose of which is to promote the cultural and scientific heritage of the region. Two years later his book focusing on management and enhancement of the image assets of the Centro di dialettologia e di etnografia was published by the Swiss Academy of Humanities and Social Sciences. The following year, he was a member of the steering committee of the conference Digitalizza la Cultura.

In 2017 he obtained a Certificate in Management and Leadership for Archival, Library and Information Science at the University of Bern. In the same year he has been nominated president of the Association of Ethnographic Museums of Ticino (Amet) and took on the role of head of sector at the Division of Culture and University Studies (DCSU), becoming also a member of staff. In 2020 he became head of office (www.ti.ch/uapcd). He is also member of  Alpine Biology Center Foundation Board, Switch Foundation Council and Capitale Culturelle Suisse Jury.

Una nuova esplorazione del territorio, Indice dei fotografi attivi nella Svizzera italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento

Chi avesse detto, or sono parecchi lustri, che la scienza pervenuta sarebbe a così alto grado da rendere permanenti le immagini dei oggetti conservandoci per esempio con scrupolosa esattezza le impressioni fuggevoli di una burrasca, di un incendio, di una eruzione vulcanica, di una battaglia o quelle di un'eclisse non sarebbe al certo sfuggito allo scherno pubblico. (...) Chi sa dire quali progressi nel corso di un paio di secoli avrà fatto la fotografia od a quali sorprendenti scoperte avrà ella dato origine e quali applicazioni a pro dell'arte delle scienze e dell'umanità ne saranno l'immediata conseguenza! Chi può frappor limiti al cammino delle scienze? (Lavizzari Luigi, « I sensi e altre facoltà dell’uomo in confronto con quelle degli animali, Letture istruttive ad uso delle scuole e del popolo, manoscritto », [s. d.])

La fornace di Caslano, Proposte per la conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale regionale

Il Malcantone è una regione che contribuisce in maniera importante a preservare le testimonianze delle attività del passato. La regione propone in effetti un buon numero di percorsi tematici che valorizzano le numerose testimonianze presenti sul territorio. Ne sono un esempio il sentiero delle meraviglie tra Novaggio ed Aranno, il sentiero del Castagno che si snoda tra i paesi dell'alto Malcantone, il Sentiero dell'acqua ripensata tra Sessa e Monteggio o ancora il sentiero Tracce duomo nel comune di Croglio. La valorizzazione della fornace della Torrazza si propone in questo senso come un'ulteriore tappa di salvaguardia del patrimonio presente nella regione.

Via della Vite: Esposizione Costruire e coltivare

Territorio prealpino abitato e sfruttato da millenni, il Malcantone conserva un ampio ventaglio di costruzioni e strutture che ricordano l'intenso sfruttamento agricolo di un tempo. Una delle risorse più importanti della regione è proprio costituita dalla rete di 300 km di sentieri segnalati e di percorsi tematici che valorizzano le diverse testimonianze presenti nel territorio.

La Valcolla

La Valcolla è una regione a nord di Lugano che si sviluppa lungo il corso est-ovest del fiume Cassarate. Il comprensorio è prevalentemente montano: le cime più significative sono il Monte Bar (1816 m) e il Gazzirola (2116 m) lungo il versante nord e la Cima di Foiorina (1810 m) e i Denti della Vecchia (1491 m) a Sud. A est la regione confina con l'Italia, raggiungibile tramite il passo del San Lucio (1542 m).

Via della Vite: Percorso attraverso il paesaggio colturale e culturale

La viticoltura è una componente importante dell’agricoltura ticinese che rappresenta circa il 20% del valore della produzione agricola del Cantone. Le cifre pubblicate dall'Ufficio federale dell'agricoltura ci permettono di capire l'importanza di questa produzione nel contesto agricolo nazionale. In effetti, il Ticino con i suoi 1’000ha di superficie vignata si attesta al quarto posto a livello nazionale, dopo Vallese, Vaud e Ginevra.

Il patrimonio culturale digitale e le ricerche online: i migliori esempi di banche-dati e portali di musei, archivi e biblioteche

La Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica (2003) proclama che la “nostra missione di disseminazione della conoscenza è incompleta se l'informazione non è resa largamente e prontamente disponibile alla società. Occorre sostenere nuove possibilità di disseminazione della conoscenza, non solo attraverso le modalità tradizionali ma anche e sempre più attraverso il paradigma dell'accesso aperto via Internet.

Ponte Tresa, Chamonix del Malcantone?

Da più di 2 anni la galleria del Monte Bianco che collega l’Italia alla Francia è chiusa a causa del tragico incidente che costo’ la vita a 39 persone. I 10'000 abitanti di Chamonix appresero la notizia con grande ansia, considerando che la galleria fosse indispensabile all’economia regionale.

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