Les Villes du Futur : une mosaïque d'innovation, de durabilité et de connectivité

Au cœur des métropoles de la prochaine décennie, nous attend une révolution urbaine sans précédent qui promet de redéfinir la manière dont nous vivons, travaillons et interagissons avec l'espace qui nous entoure. Poussés par une fusion croissante entre technologie avancée et vision durable, les centres urbains sont sur le point de se transformer en laboratoires vivants d'innovation et d'intégration. Voici comment la vie urbaine pourrait changer, suivant six hypothèses esquissées pour les métropoles de demain.

L’utilità delle riflessioni interdisciplinari

La Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) è solita analizzare con attenzione e costanza lo stato di salute e l'andamento del settore della cultura attraverso numerose iniziative. Penso agli studi sulle pratiche di lettura nelle biblioteche e nelle scuole Forme e ritmi della lettura nel Cantone Ticino – peraltro affrontati da diverse prospettive, ognuna con una pubblicazione diversa – oppure alla Guida letteraria grazie ai fascicoli Territori di parole, ognuno dedicato ad uno specifico Distretto.

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Sedimentazioni letterarie e scientifiche in Val Piora

Chi non ha mai avuto tra le mani uno dei fascicoli originariamente editi dalla Banca del Gottardo, intitolati Laghetti alpini della Svizzera italiana? Avviata nel 1984, la serie ha attirato l'attenzione su questi importanti elementi della geografia alpina grazie a 32 pieghevoli curati da Plinio Grossi e illustrati dai fotografi Ely Riva e Antonio Tabet. Il fascicolo 12, intitolato Tra Piora e Cadlimo, è proprio dedicato alla zona del Ritom: il commento introduttivo si affida a una selezione di descrizioni tratte da opere pubblicate tra il Settecento e il Novecento, come ad esempio i volumi editi dal Club Alpino Italiano, ma anche a firma di autori quali Bartolomeo Varenna, Edoardo Platzhoff-Lejeune, Ermenegildo Pini e Leone De Stoppani. Grazie alla penna di viaggiatori e scrittori locali si possono portare sguardi diversi a paesaggi per certi versi divenuti comuni, una sorta d'antidoto all'assuefazione causata dalla frequentazione abituale.